
Le funzioni cognitive dell’immaginazione sono ordinate dagli archetipi, proprio come le cellule del corpo orientano la loro funzione sulla base dei comandi del DNA. In breve, il «mondo intermedio» delle immagini corrisponde al mondo dei «corpi sottili» che collegano il corpo materiale all’archetipo del Sé.
A questo mondo si può accedere quando tutte le facoltà della psiche –attenzione, amore, interesse, curiosità ecc. – vengono indirizzate dalla volontà in una sola direzione di ricerca del significato simbolico e analogico delle immagini stesse sia che queste riguardino una «forma sensibile» della natura o un’immagine di essa permettendo così il manifestarsi di quella unica facoltà che ha il potere di coagulare tutte le altre in una esperienza totale, l’intuizione. In questo caso l’immaginazione diventa una percezione sensoriale del sovrasensibile e la sua visione immaginativa è anch’essa precisa come la vista sensoriale.
Questa potenza immaginativa esprime l’influenza creativa della himma, termine che Corbin (1958) trae da Ibn Arabi per indicare la “potenza del cuore… al cui contenuto si avvicina forse più di ogni altra, la parola greca enthymesis, che designa all’atto del meditare, concepire, immaginare, progettare, desiderare ardentemente: cioè l’avere (una cosa) presente nel thymos, che forza vitale, anima, cuore, l’intenzione, pensiero, desiderio…
Avendo quindi ben chiari quali sono gli archetipi della Medicina Cinese possiamo essere in grado di stimolarli e renderli energeticamente più liberi e funzionali.