
L’idea del meridiano-funzione, del meridiano come ‘movimento in vita’, può trovare una valida metafora esplicativa nel “ciclo vitale” di un organismo unicellulare come l’ameba.
Le amebe adempiono alle funzioni vitali di base della locomozione, ingestione, eliminazione e riproduzione e sono anche capaci di avere reazioni di difesa, allo stesso modo delle più evolute forme di vita come quella umana. Tutte queste funzioni vitali di base dipendono dall’attività dei meridiani.
Vi sono dunque degli stadi di sviluppo dei meridiani:
I) La costituzione di un’identità individuale attraverso la ‘creazione di un confine’. La membrana è ciò che separa l’ameba dall’esterno, ma deve essere permeabile per scambiare energia con il mondo. Nell’uomo il meridiano di Polmone governa la pelle. L’azione di immettere il Qi dal mondo esterno e portarlo nel corpo è rappresentato dal sistema respiratorio.
II) Una volta formata un’individualità il bisogno fondamentale è nutrirsi. Immaginiamo che l’ameba incontri una molecola di ‘cibo’. Le sue azioni saranno quelle di formare uno pseudopodio per raggiungerla, avvolgerla e cominciare a digerirla. Questi movimenti rappresentano la funzione dei meridiani Stomaco e Milza.
III) È l’assimilazione nella nostra identità dell’oggetto desiderato. Rappresentano questo processo Intestino Tenue e Cuore. Il primo seleziona e assorbe gli elementi buoni, nutritivi, li assimila per
poter nutrire il secondo (il nucleo centrale del nostro essere individuale, la nostra consapevolezza).
IV) Il ciclo energetico ha raggiunto il centro dell’identità, il Cuore. L’organismo è in grado di sostenersi e rispondere ad altri stimoli dell’ambiente. La fase successiva rappresenta la circostanza più importante in cui si può trovare, il pericolo. Di fronte a una minaccia nasce il bisogno di fuggire, dando luogo a una reazione opposta a quella del secondo stadio. I meridiani di Vescica e Reni rappresentano questo movimento vitale e si trovano nella parte posteriore del corpo.
V) L’ameba deve anche adattarsi all’ambiente (cambiamenti di temperatura, agenti inquinanti ecc.). Il Qi ormai raffinato viene utilizzato dai meridiani di Maestro del Cuore e Triplice Riscaldatore perché, in modo protetto, sia fatto circolare e messo
a disposizione di tutto il corpo. Mastro rappresenta la funzione della circolazione centrale, Triplice controlla la circolazione periferica e la capacità di autodifesa.
VI) Le funzioni metaboliche che si sono svolte hanno assicurato una riserva di elementi nutritivi ed energia. Il Qi è pronto per l’utilizzo. Come usarlo al meglio? Questo ultimo stadio è anche la preparazione per un nuovo ciclo. I meridiani di Fegato e Cistifellea svolgono a questo punto la funzione di controllare la distribuzione del Qi in funzione delle azioni da compiere. Il Fegato lavora per immagazzinare sostanze essenziali e rifornire il corpo dell’energia necessaria per mantenersi in pieno vigore (anche decomponendo le sostanze potenzialmente
nocive). La Cistifellea, come vuole la tradizione orientale, è associata al concetto di ‘bile’ come fonte di forza e decisione.